Terapia Psicologica di gruppo
Tecniche psicosomatiche di rilassamento: Training Autogeno
a cura di Angelo MUSSO
Si istituisce il gruppo di
Terapie Psicologiche di tecniche psicosomatiche rivolte all’utenza
ambulatoriale del Servizio di N.P.A. di Via Negarville 8/28 Torino.
Il gruppo composto di 10 pazienti (max) si riunisce a cadenza
quindicinale ogni mercoledì dalle ore 10,00 alle ore 12,00.
Materiale necessario: Una stanza utile per 10 pazienti, 10 tappetini
per il relax psicosomatico.
Pazienti indicati per
patologie: Disturbi d’Ansia, Attacchi di Panico, Fobie, disturbi psicosomatici e
conversivi e sindromi ansioso depressive del tono dell’umore.
Tempi e modalità del T.A.
L’apprendimento della tecnica, in
gruppo, prevede circa 6 incontri con cadenza quindicinale;
particolare attenzione è posta nel colloquio preliminare alla valutazione
dell’idoneità psico-fisica del soggetto per evidenziare controindicazioni o
particolari situazioni che richiedono una modificazione alla tecnica standard o
la supervisione di un medico.
Calendario del gruppo Terapia Psicosomatica: 01 ottobre, 15 ottobre,
29 ottobre, 12 novembre, 26 novembre e il 10 dicembre 2008 dalle ore 10,00 alle
ore 12,00.
Training significa
“allenamento” e Autogeno “che si genera da sé”.
Il
Training Autogeno è un metodo pratico di psicoterapia che agisce sull’unità
psico-somatica e determina modificazioni fisiche e psicologiche apprezzabili
nell’individuo, consentendo di intervenire su numerosi disturbi funzionali in
tempi relativamente brevi.
“Training significa “allenamento”, cioè apprendimento graduale di una serie
di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e
concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee
modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività
cardiaca e polmonare, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di
coscienza.”. (G. Crosa)
La tecnica è stata ideata
da J.H.Schultz, neurologo berlinese (1884-1970) e studioso di ipnosi; dopo
circa un decennio di ricerche, egli espose nel 1932 questa tecnica di autodistensione
psichica e somatica, che ha il fine di ristabilire equilibri funzionali
alterati, decondizionare situazioni patologiche, e trasferire dinamismi
positivi negli strati più profondi della personalità. Servendosi di tecniche
autoipnotiche, si apprende gradualmente una serie di sei esercizi volti a
modificare il tono muscolare, la funzionalità vascolare, l’attività cardiaca e
polmonare fino all’equilibrio neurovegetativo e lo stato di coscienza. (Galimberti,
Dizionario di Psicologia).
Il fine è raggiungere una condizione di cosciente passività, che si
realizza quando il soggetto si lascia andare ad un atteggiamento d’indifferente
contemplazione di quanto spontaneamente accade nel proprio organismo e nella
propria mente. In seguito all’apprendimento di questa tecnica ed
all’allenamento quotidiano del paziente, si sviluppano spontaneamente
modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella
nostra mente da uno stato di tensione, di ansia e stress.
Il fondamentale principio
autogeno è l’ autogenicità: affinché questa si realizzi è importante che
il paziente svolga gli esercizi in modo costante e autonomo; il compito del
terapeuta è dunque quello di illustrare progressivamente il metodo,
supervisionare il lavoro individuale del paziente e favorire l’elaborazione del
vissuto che emerge durante l’apprendimento degli esercizi. Diversamente dunque
dall’ipnosi, il Training Autogeno cerca di ridurre gli effetti suggestivi e di fornire
al paziente uno strumento che possa poi essere utilizzato in modo autonomo.
I sei esercizi somatici- detti anche “di base” o “standard”
consentono il raggiungimento della distensione concentrativi in modo
progressivo in questi settori:
1. Muscoli
2. Vasi sanguigni
3. Cuore
4. Respirazione
5. Organi addominali
6. Capo
Gli effetti diretti del
T.A. sull’individuo si possono così riassumere: un più profondo e rapido
recupero di energie, autoinduzione alla calma tramite il rilassamento
interiore, autoregolazione di funzioni corporee involontarie (apparato
cardiocircolatorio, respiratorio, viscerale) miglioramento della capacità di
concentrazione e delle prestazioni mnemoniche, diminuzione della percezione del
dolore (attraverso la modificazione del vissuto di sofferenza)
autodeterminazione per mezzo di proponimenti che permettono di superare
specifiche difficoltà, introspezione e autocontrollo attraverso l’ascolto del
proprio corpo, quel “tuffo in se stessi” (Schultz) che permette una
miglior coscienza di sé.
Il T.A. fa riferimento al concetto bionomico dell’individuo in cui le
componenti fisico-biologiche e psichiche sono interdipendenti; tale teoria si
basa sulla considerazione che un cambiamento a livello fisico comporta
modificazioni a livello psicologico, così come uno stato di tensione emotiva
può presentarsi anche con sintomi di tipo prevalentemente fisico. Gli
interventi sono dunque rivolti all’individuo nella sua totalità ed interezza,
all’unità mente-corpo.
Il Training Autogeno fu inizialmente ideato come parte integrante della
psicoterapia bionomica, e comprendeva anche gli esercizi del ciclo superiore
-non più orientati sul soma ma sulla psiche.
E’ stato successivamente sviluppato come pura tecnica psico-corporea
soprattutto dagli allievi di Schultz, che ne hanno intuito la larga
applicabilità non solo in patologia, anche in ambiente non-clinico, come
tecnica di prevenzione (nelle partorienti, nella psicologia del lavoro, dello
sport e scolastica).
Altre
tecniche di rilassamento
Il training autogeno
prevede l’apprendimento graduale della tecnica in modo che il paziente si renda
progressivamente indipendente dal terapeuta, raggiungendo sempre più
autonomamente lo stato autogeno; il T.A. rappresenta dunque un percorso di conoscenza,
di consapevolezza dei propri vissuti psicologici attraverso il proprio
corpo: ciò richiede, oltre alla motivazione, anche una certa costanza nel
tempo. Ove non sia possibile applicare il Training Autogeno, per motivazioni di
tempo o per alcune controindicazioni cliniche, esistono altre tecniche di
rilassamento, che agiscono prevalentemente sull’apparato muscolare e vascolare
(dunque con un approccio più centrato sul corpo che sulla psiche) e che
permettono di ottenere un buon rilassamento generale.
Rilassamento frazionato di
O.Vogt: è
una tecnica di rilassamento a cui si è ispirato lo stesso Schultz,
collaboratore di O.Vogt, e diretta dal terapista; si acquisisce più velocemente
rispetto al T.A., ma contiene ancora alcuni aspetti suggestivi. Interessa
l’apparato muscolare, vascolare e respiratorio, e favorisce la visualizzazione
di immagini. Vi è una forma “breve” e una forma “completa”.
Rilassamento muscolare
progressivo di Jacobson: questa tecnica è stata proposta da Jacobson e attualmente è
inserita spesso all’interno di trattamenti psicoterapeutici di ispirazione
cognitivo-comportamentale; interessa specificamente l’apparato muscolare e il
lavoro con il paziente si basa sulla contrazione di specifici muscoli e
l’osservazione della sensazione che accompagna il successivo rilassamento
muscolare.
Bibliografia
A.Musso, (1994-95) Dialogo Corpo-Mente, Centro Scientifico
Editore, Torino.
L. Peresson Trattato di Psicoterapia Autogena Ed. Piovan
U, Galimberti Dizionario di Psicologia UTET
J.H. Schultz Training Autogeno Feltrinelli
M. Farnè Training Autogeno: ricerche e teorie Ed. Piovan