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Stress da ambiente di lavoro: dalla sindrome persecutoria tra colleghi e superiori  al mobbing

Articolo di Angelo MUSSO pubblicato sulla rivista il segno di Branko - Copyright © 2003 - 07 [By Angelo MUSSO]. Tutti i diritti riservati.

 

Trascorriamo un terzo della nostra giornata nel mondo del lavoro, è necessario relazionare con i colleghi e superiori cercando di mantenere equilibrio e diplomazia nonostante lo stress generato dall’impegno dello svolgere le mansioni professionali. La novità del concetto di stress sta nell'osservare come e quanto l'organismo reagisce e sa reagire agli stimoli snervanti di una relazione negativa ad esempio in ambito lavorativo. Se la risposta globale della persona è troppo intensa o di troppo lunga durata, può indebolire le difese organiche e scatenare malattia.

Gli stimoli che raggiungono l'organismo attraverso i cinque sensi vengono sottoposti, prima di innescare una reazione emozionale, ad un filtro cognitivo che ha la sua struttura portante nella complessità dei circuiti nervosi della corteccia cerebrale e nella rappresentazione mentale della realtà.

Lo stress dipende sicuramente dalla difficoltà del compito, che uno si assume, dal carico di responsabilità che sente di avere (anche se esse poi nella realtà non appaiono così pesanti) ma in misura maggiore dalla struttura della personalità, che può risentire come stress un affaticamento e un esigenza. E' stato confermato  che paura, collera rabbia , ma soprattutto conflitti familiari, sono molto più pericolosi dei lavori pesanti.

Non e' il lavoro in sè che genera stress, ma il contesto di relazione con l’ambiente familiare, sentimentale e lavorativo percepito come ostile. Il lavoro persino può allontanare lo stress se è organizzato in modo efficace, con una corretta definizione dei compiti e delle soddisfazioni. In questo caso si parla di stress positivo che è chiamato eu-stress.

Abbiamo visto e parlato dello stress ma esiste anche un termine confratello che si chiama di-stress, ad esempio lavorare in condizioni di frustrazione senza un adeguato consenso di compiacenza per il nostro operato, produce di-stress.

Accanto allo stress da lavoro in alcuni periodi si può verificare un fenomeno aggiuntivo di stress relazionale che si verifica tra colleghi e superiori. Alcune persone reagiscono con sospettosità e diffidenza altre con aggressività entrambi si sentono perseguitati e messi da parte, cioè esclusi dal gruppo di lavoro o sospesi dalle loro funzioni esecutive. Quali sono le persone  a rischio e in quali ambienti di lavoro e frequente lo stress ed il mobbing? E ancora come prevenirlo e come difendersi?

Nel lavoro si creano alleanze e collaborazioni preferenziali basate sulla simpatia, sulle convenienze e altre volte sull’amicizia. Ma in altri casi, purtroppo numerosi, si scatenano antipatie e  modalità di reazione  decisamente critiche tra colleghi e superiori.

Vi sono persone che a seguito di queste ostilità dell’ambiente di lavoro, si sentono afflitte e distrutte al punto da ammalarsi.  Questa reazione di disagio scatenata da colleghi e superiori, fino a qualche anno fa veniva interpretata considerando l’individuo  emotivamente fragile, eccessivamente sensibile alle azioni indotte dai  colleghi, oppure sofferente di una visione  paranoica dei fatti, oggi si parla di un disturbo psicofisico specifico che si chiama: mobbing.

 

La parola Mobbing deriva originariamente dall'etologia. E’ stato Konrad Lorenz ad indicare con questa parola, il comportamento aggressivo di alcune specie di uccelli nei confronti di loro simili per allontanarli e scacciarli dal gruppo.

In inglese "to mob" significa infatti aggredire, assalire qualcuno.

Lo psicologo del lavoro, il tedesco, Heinz Leymann, che lavora dal 1955 in Svezia, fu il primo ad introdurre e a rendere pubblico nell’ambito della psicologia,  il termine "mobbing".

Il termine "mobbing" designa tutte le azioni tendenziose, che hanno per unico scopo quello di distruggere una collaboratrice o un collaboratore e comprendono le allusioni subdole, le calunnie, le umiliazioni, le intimidazioni, le continue vessazioni, le molestie sessuali.

Il mobbing non designa però dei conflitti occasionali propri di qualsiasi rapporto di lavoro: i pettegolezzi, le invidie, e gli intrighi esistono in tutte le aziende.

 Il mobbing nasce soltanto laddove il clima di lavoro e la ditta lo consentono. Si tratta di una vera e propria attività persecutoria esercitata su un individuo all’interno di un gruppo di lavoro, tesa al raggiungimento della sua esclusione dal gruppo e dal posto di lavoro, proprio come il comportamento animale osservato da Lorenz..

Tutte le ricerche in materia indicano che alla base del mobbing c'è un conflitto irrisolto. Se il conflitto venisse risolto, non ci sarebbe il mobbing. Per questo motivo, la gestione del conflitto assume un'importanza fondamentale per prevenire il mobbing. Altrimenti si arriva ad una escalation del conflitto e della situazione di mobbing, che porta inevitabilmente all'esclusione e alla stigmatizzazione della persona colpita.

 

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.Le vittime potenziali del mobbing non sono prevalentemente donne nè sono persone che si fanno notare con qualche tratto tipico della vittima. Gli esperti del mobbing affermano tutti che le vittime non sono responsabili della loro situazione e che sarebbe quindi sbagliato attribuire loro la colpa. Un cattivo clima di lavoro, un'organizzazione carente nella distribuzione dei compiti e quadri che non dispongono delle qualità dirigenziali necessarie per lo svolgimento corretto della loro funzione sono le cause che permettono al mobbing di nascere.

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.Da alcune ricerche condotte in alcuni paesi del Nord Europa è emerso che, chi esercita il mobbing sono per il 44% colleghi e colleghe, per il 37% i capi, per il 10% colleghi e capi coalizzati e  per il 9% i sottoposti.

E’ evidente che si tratta di un disturbo che colpisce un individuo, le cui cause trascendono l’individuo, perchè sono il risultato di un ambiente malato che lo fa ammalare!

Si comincia a parlare della «sindrome di burn-out» nella prima metà degli anni 70, negli Stati Uniti, per identificare una patologia professionale che veniva osservata sempre più frequentemente tra gli operatori sociali, caratterizzata da un rapido decadimento delle risorse psicofisiche e un altrettanto rapido peggioramento delle prestazioni professionali. Gli operatori afflitti da tale patologia appaiono completamente “bruciati”, “fusi”, “cortocircuitati”, ovvero oltremodo sfiniti, esauriti “a tutto campo”.

 

Sembra che il termine «burn-out» venga dal gergo sportivo: negli anni Trenta veniva utilizzato per indicare la condizione di quegli atleti che, dopo un periodo di successi, improvvisamente vanno in crisi e non riescono a dare più nulla dal punto di vista agonistico. Analogamente, gli operatori sociali in burn-out non riescono a dare più nulla dal punto di vista relazionale

 

La sindrome del Burn-Out è caratterizzata da:

esaurimento emotivo, che si riferisce alla sensazione di essere in continua tensione, emotivamente inariditi nel rapporto con gli altri;

depersonalizzazione, che identifica una risposta negativa e sgarbata nei confronti delle persone che richiedono o che ricevono la prestazione professionale, il servizio o la cura;

ridotta realizzazione personale, che corrisponde alla sensazione che, nel lavoro a contatto con gli altri, la propria competenza -così come il proprio desiderio di successo- stia venendo meno.

 

1) Stadio dell’idealismo e dell’entusiasmo: i lavoratori canalizzano il proprio intero potenziale e molto tempo e risorse sul lavoro;

2) Stadio della stagnazione: il lavoratore realizza che il lavoro non soddisfa pienamente le proprie aspettative e bisogni. Progressivamente, le solite preoccupazioni iniziano a diventare problemi, quali i tempi di lavoro, la carriera, il salario.

3) Stadio della frustrazione: la persona si domanda se vale la pena svolgere il proprio compito sotto stress cronico e senza il riconoscimento degli altri. Essenzialmente, questo stadio è transazionale perché in genere i lavoratori decidono se continuare a lavorare modificando il proprio comportamento e le condizioni di lavoro che causano stress, o separarsi dal posto di lavoro adottando un atteggiamento di indifferenza o alienazione.

4) Stadio dell’apatia: durante questo stadio i lavoratori investono poca energia ed evitano le responsabilità, cambiando le proprie sfide sul posto di lavoro.

 

I fattori sottostanti la sindrome del  Burn-Out, comuni alle diverse professioni, sono stati ridotti a sei:

 

1        sovraccarico di lavoro;

2        mancanza di controllo;

3        compenso insufficiente;

4        mancanza di equità;

5        crollo del senso di appartenenza ad una comunità;

6   conflitto di valori.

 

 

Astrologia del mobbing

Saturno rappresenta il complesso edipico, l’acquisizione delle capacità logico razionali, dell’osservazione delle norme e regole, dell’autorità paterna, ma anche e soprattutto dell’autorità delle istituzioni, dei luoghi di lavoro dei colleghi e dei superiori.  Saturno è l’unico pianeta che ha un ciclo di transito per segno zodiacale di circa 3 anni, proprio il tempo di incubazione del mobbing prima di sfociare nella sindrome ansioso-depressiva.

 

 

 

 Come risolvere praticamente il Mobbing

Oggi c’è qualcosa in più come sostegno e aiuto pratico per coloro che ritengono di essere vittime del mobbing.

 In Italia recentemente sono stati aperti degli sportelli di consulenza sul territorio nazionale nell’ambito dei sindacati di categoria ove sono presenti persone addestrate a raccogliere informazioni e denunce di mobbing. In materia di giurisprudenza si attengono agli articoli del codice civile e del codice penale, anche se non specifici, vengono comunque applicati nei veri casi di mobbing:

Art. 2087 del codice civile si riferisce alla tutela delle condizioni di lavoro: L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Art. 582 del codice penale si riferisce alle lesioni personali:

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia del corpo o nella mente è punito con al reclusione da tre mesi a tre anni.

Inoltre esiste una proposta di legge del 9 luglio del ’96 n. 1813 presentata da alcuni deputati della camera sulle “ norme per la repressione del terrorismo psicologico nei luoghi di lavoro” la quale afferma che chiunque cagiona danni, molestie, atti vessatori al lavoratore è punibile da 3 mesi a 3 anni di reclusione.

 

PROIEZIONI previsionali

 

Fino a luglio 2007  Saturno è in Leone, i segni a rischio di mobbing saranno gli stessi  nativi Leone (per l’aspetto di Saturno in congiunzione al Sole), Acquario (per l’opposizione Saturano e Sole), Scorpione e Toro (entrambi i segni per la quadratura del Sole con Saturno).

 

Da agosto 2007 Saturno è in Vergine i segni a rischio di mobbing saranno gli stessi  nativi Vergine (per l’aspetto di Saturno in congiunzione al Sole), Pesci (per l’opposizione Saturano e Sole), Sagittario e Gemelli (entrambi i segni per la quadratura del Sole con Saturno).

 

Gli esperti dicono che non ci si può difendere dal mobbing perchè esplode all’improvviso, tuttavia l’astrologia, come è dimostrato, ci aiuta a metterci in guardia anzitempo, al fine di una possibile  prevenzione.

 

I SEGNI A RISCHIO  NEL LAVORO e consigli comportamentali.

TORO: Il lavoro non è una tua proprietà personale, appartiene alle tue capacità relazionali, affrontalo con un certo distacco.

CANCRO: Supera il bisogno di conferme continue da parte dei colleghi e superiori, aumenta la tua autostima.

LEONE: Quanto non ti senti considerato non reagire come colui che si sente leso nella maestà divina e onnipotente relaziona con disponibilità.

SCORPIONE: Non credere alla tua mania di persecuzione, evita polemiche nelle relazioni, diventa più permissivo con gli altri.

PESCI: Non fidarti esclusivamente di sensazioni o intuizioni, verifica attraverso il dialogo la reale disponibilità degli altri.

 

I SEGNI PIU IMMUNI  NEL LAVORO e consigli comportamentali

ARIETE: Quando sei sotto tensione con impulso decidi di abbattere l’ostacolo o di fuggire in altri luoghi più sereni. Impara a mediare!

GEMELLI: Con la curiosità e vivacità mentale riesci a trovare comunque stimoli per resistere al mobbing al punto da esorcizzarlo.

VERGINE: Superata la fase di esame critico della realtà sei in grado, se non ti deprimi, di elaborare adeguate strategie relazionali e dribblare il mobbing.

 BILANCIA: Sebbene patisci le dissonanze relazionali con i colleghi possiedi una buona autonomia per  non lasciarti suggestionare. Se vuoi sai trasmettere armonia!

SAGITTARIO: L’entusiasmo, l’ottimismo e l’ironia sono gli antidoti idonei per sfatare le vessazioni psicologiche da mobbing, Importante è non mostrare fragilità emotive!

CAPRICORNO: Evitando reazioni di rigidità e testardaggine si può giocare con sagacia e logica strategica relazionale, dimostrando la vostra parte migliore.

ACQUARIO: Il vostro senso di libertà e autonomia vi rende automaticamente immuni dal mobbing.

 

Le tipologie di personalità zodiacale a rischio sono coloro che appartenendo ai segni del Toro, Cancro, Leone, Scorpione e Pesci si comportano con estrema affettività di dipendenza relazionale sia verso il lavoro che nel rapporto tra colleghi e superiori. Le aspettative affettive nelle relazioni di lavoro spesso sono una delle cause più evidenti per subire mobbing. Imparare a relazione con ottimismo e disponibilità senza veicolare emozioni affettive è il segreto per la prevenzione.

 

Le tipologie di personalità zodiacale immuni sono coloro che appartengono ai segni dell’Ariete, Gemelli, Vergine, Bilancia, Sagittario, Capricorno e  Acquario. Questi tipi zodiacali possiedono maggiori capacità psicologiche  di autonomia, indipendenza e razionalità per mantenere i nervi saldi durante le aggressioni e il senso di esclusione agito dal mobbing. Sanno sia compensare il disagio con l’auto-ragionamento che produrre comportamenti idonei  centrati sul mantenimento dell’ottimismo per sciogliere i disagi del mobbing!

 

 

Test sei resistente agli stressor?

 

La tua vacanza tipo è:

a . una settimana sportiva sulla neve

b. Visitare una città nuova con guide organizzate.

c. Un fine settimana  a Gardeland

d. un viaggio alle Maldive

 

Cosa cambieresti nelle tua casa?

A ti piacerebbe avere una cyclette e una panca per gli addominali

B  un quadro da collezione

C un armadio più pratico e funzionale

D nuovi tendaggi

 

Per gestire lo stress del traffico come ti muovi in città?

A a piedi o con i pattini a rotelle

B con i mezzi pubblici

C con una bicicletta

D con uno scooter

 

Il tuo tempo libero come lo gestisci?

 

A giocando a calcio o a tennis

B corso di ballo

C corso di informatica

D corso di lingue

 

Come ti rilassi?

A ginnastica antistress

B ascoltando musica

C una serata piacevole in casa con amici

D una giornata al mare

 

Qual è la situazioni che stressano di più?

A lunghe code di attesa agli sportelli

B ascoltare persone noiose

C quando si verificano imprevisti che modificano gli orari

D quando non vi sentite considerati nelle discussioni

 

Cosa ti stressa nel lavoro

A assumere incarichi troppo sedentari

B intraprendere un lavoro eccessivamente ripetitivo

C l’assenza di coordinazione e di collaborazione con i colleghi

D l’impossibilità di gestire il lavoro in modo autonomo

 

Cosa di stressa in casa e in famiglia

A la lentezza nella coordinazione dei lavori quotidiani

B il dover cucinare cibi troppo elaborati

C l’impossibilità di mantenere un ordine costante con gli oggetti

D l’assenza di spazio utile

 

 

 

 

Prevalenza di risposte di tipo a: Attivi

Siete resistenti agli stress sociali che combattete con l’attività fisico sportiva. Attenti ai principi di una vita sana e attiva, poco propensi alla lettura, approfondite le vostre conoscenze attraverso la collaborazione con esperti salutisti per garantirvi un buon equilibrio psicofisico. Nel lavoro avete bisogno di attività versatili e di movimento.

 

Prevalenza di risposte di tipo b : curiosi

Avete uno spirito vivace e aperto al dialogo e alla relazione con gli altri, siete attenti a tutte le novità che vi possono migliorare. Con la vostra elasticità mentale siete abbastanza immuni allo stress perché siete in grado di non coinvolgervi eccessivamente nelle tensioni generate dagli  altri, sapete prendere le adeguate distanze salvifiche. 

 

 

Prevalenza di risposte di tipo c: pratici e costruttivi

Siete tipicamente concreti  fortemente legati alla casa alla famiglia, seguite con passione il vostro lavoro che cercate sempre di migliorare in modo evolutivo chiedendo la collaborazione equilibrata con gli altri. Siete abbastanza resistenti agli stress, ma dovete imparare a non coinvolgervi emotivamente nelle tensioni generate dagli altri.

 

Prevalenza di risposte di tipo d: stravaganti ed esigenti

Siete estremamente vivaci con una grande energia esuberante, avete bisogno di spazio per potervi esprimere e meglio dirigere l’organizzazione della casa e della famiglia. Siete poco resistenti agli stress perché vi fate carico di troppi stimoli che alle volte non riuscite a mediare. Anche se detestate le limitazioni alle volte è necessario gestire meno cose e sentirsi più tranquilli e rilassati.

 

Box  Mobbing Dati della ricerca astrologica

Ho cercato di verificare nella  mappa astrologica dei miei pazienti, nel periodo indicato da loro come periodo di mobbing sul lavoro,  Saturno orbitasse sul loro Sole di Nascita oppure su Saturno stesso di nascita o comunque  fosse in aspetto di tensione (quadratura e opposizione) con pianeti vitali come Venere e Giove.

Dai dati è risulatato che:

14 pazienti su 20 hanno avuto Saturno in posizione di tensione al Sole di nascita.

4   pazienti su 14 hanno avuto il transito di Saturno  in Acquario opposto al Sole Leone di nascita,

5 pazienti  hanno avuto Saturno nel proprio segno zodiacale dei Pesci ,

2 pazienti hanno avuto Saturno di transito in Acquario opposto a Saturno Leone

3 Saturno di transito in  Ariete congiunto a Saturno Ariete.Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Dei rimanenti 6 pazienti su 20,

3 di essi hanno  avuto nel periodo di mobbing sul lavoro, il transito di Saturno in quadratura a Venere,

1 di Saturno su Giove (ma contemporaneo alla quadratura di Urano al Sole), 2 pazienti hanno avuto Saturno di transito in Pesci opposto a Plutone in Vergine.

 

 

BOX  Sullo STRESS

Nel 1936 Hans Seyle, conia il termine stress riferendosi ad una serie di studi compiuti sulla sindrome generale di adattamento degli animali e degli esseri umani.Si tratta di uno studio condotto sulle capcità di reazione aspecifica indotte dall’azione protratta nel tempo (stress) di fattori di diversa natura: chimica, fisica, batterica e psichica.

"Stress": oggi è un termine che in un ambulatorio medico psichiatrico, è sempre più frequentemente usato, sia dal paziente per riferire un certo disagio che avverte nella sua vita di tutti i giorni e che percepisce come causa diretta di molti suoi sintomi, sia dallo psichiatra e dallo psicologo, qui spesso propriamente per mettere in guardia contro i rischi che possono derivare al suo paziente dal non cercarne adatte contromisure. Non vi sono dubbi che vi sia un abuso di termini impropri e che attualmente anche "stress" sia diventato espressione comune e corrente, in tutte le lingue. Lo stesso era toccato anni fa al "sistema nervoso", tanto che era di moda e piuttosto comune trovare soggetti affetti da "esaurimento nervoso".

 

Ma che cosa è lo STRESS ?

Lo stress e la reazione dell'organismo umano agli stimoli ambientali; implica segnali di difesa da un lato e segnali di adattamento dall'altro.

Tenendo presente le varie definizioni date nell'evoluzione della psichiatria moderna, possiamo sottolineare che lo stress è uno stato  di tensione dell'organismo, in cui vengono attivate difese per far fronte ad una situazione di "minaccia". Ne segue una reazione non specifica dell'organismo alle sollecitazione, fino alla difesa e all'eventuale "ribellione". La chiave per capire lo stress sta appunto nel termine reazione non specifica. Quando, per esempio, ci facciamo una piccola ferita, le risorse del nostro corpo si mobilitano e creano attorno alla parte ferita una barriera di difesa contro i germi esterni, ciò che chiamiamo "infiammazione". Se stiamo esposti a temperature troppo basse rabbrividiamo per aumentare la temperatura: i nostri vasi sanguigni si contraggono per diminuire la perdita di calore. Questi sono esempi di reazione "specifica" del nostro organismo. Ma ogni volta che siamo aggrediti da qualche fattore fisico o psichico, il nostro corpo predispone anche una serie di difese che sono sempre le stesse per qualsiasi tipo di stimolo. Questo meccanismo di difesa, questo stato di allarme generale è lo stress. Non si tratta ,quindi , di semplice tensione nervosa, ma di una serie di fenomeni biologici, solo in parte noti, che riguardano sicuramente anche il sistema nervoso centrale ma che interessano soprattutto il sistema detto "simpatico". Vengono considerati stressori tutti gli stimoli che portano ad una reazione stressante.Gli stimoli possono essere di diversa natura, tuttavia producono nel corpo una reazione biologica quasi identica.

 

BOX Mobbing

 

Secondo Leymann il mobbing si sviluppa seguendo quattro fasi.

Nella prima fase del mobbing hanno luogo i primi attacchi che a poco a poco si moltiplicano. La futura vittima viene individuata e vista come una persona fastidiosa. E' in questa fase che nasce l'interesse negativo per la persona colpita.

Nella seconda fase appaiono le vessazioni, le scorrettezze. Tutti si rifiutano di collaborare con la persona colpita, emergono miti sulla psicologia della persona, voci sul suo stato psichico al punto che la vittima non riesce più a controllare.

Nella terza fase iniziano gli abusi di potere e le violazioni del diritto. La persona colpita diventa "un caso" a tal punto che il datore di lavoro deve occuparsene. In questa fase si tenta di allontanare la vittima usando ogni mezzo a disposizione, spesso violando il diritto del lavoro. Non sono più in discussione nè il conflitto all'origine del problema nè i possibili responsabili. La colpa viene attribuita esclusivamente alla vittima del mobbing e le voci si fanno sempre più insistenti.

Il passaggio dalla terza alla quarta fase avviene progressivamente. Nella quarta fase, i colleghi tacciano di psichicamente ammalate le persone che sono diventate aggressive o depresse per disperazione in seguito al mobbing sul posto di lavoro. La malattia psichica di una vittima di mobbing viene quindi vista come la causa e non come la conseguenza dei problemi che si presentano in un ambiente di lavoro.

Col passare del tempo le vittime del mobbing sono sottoposte a gravi aggressioni di diverso tipo e vengono progressivamente isolate.

Questo produce una situazione di forte stress, che causa la malattia. Il mobbing distrugge la forza fisica e psichica, porta all'emarginazione della vittima che ha sempre meno possibilità di reagire. La persona colpita perde sicurezza di sè e infine la capacità di sentirsi a suo agio con gli altri. Ha una cattiva reputazione, i colleghi/e stanno alla larga per timore di essere coinvolti. La vittima viene quindi sempre più isolata e la sua rete sociale distrutta.

Le conseguenze del mobbing sulla salute sono disturbi psichici e psicosomatici: un senso di disagio psichico nella prima fase, sintomi psicosomatici nella seconda che, nella terza e nella quarta fase, possono spingersi fino alla depressione, ai comportamenti ossessivi all'abuso di medicinali o di sostanze stupefacenti. In queste fasi aumenta il pericolo di suicidio. Nella quarta fase la vittima è esclusa dal mondo del lavoro.