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ARTICOLO DI ORNELLA GADONI PER LA RIVISTA INSIEME
Copyright © 2003 - 07 [By Ornella GADONI]. Tutti i diritti riservati.
I BIMBI CHE ASCOLTANO LA MUSICA SONO PIU’ OBBEDIENTI
L’ascolto di suoni, musiche e parole è dote innata, si può udire addirittura nel ventre materno, quando comincia a definirsi l’apparato uditivo dal quarto-quinto mese di gravidanza. Imparare a distinguere le parole e a capirne il significato è frutto di un lavoro di apprendimento che richiede tempo e applicazione, mentre l’ascolto di suoni e musiche è più semplice ed istintivo. Nella nostra epoca moderna, ed in particolare nelle città, esiste un costante miscuglio di suoni naturali e artificiali ininterrotto: il silenzio è raro. Negli spazi aperti i suoni naturali come quelli della pioggia, del vento, del tuono, dell’acqua, del fuoco, della terra, degli animali, si alternano ai suoni del traffico automobilistico, degli aerei, dei treni, delle sirene, degli allarmi, dei macchinari dei cantieri; negli spazi più ristretti l’ambiente domestico anch’esso si caratterizza di rumori e microrumori di elettrodomestici, utensili, stampanti, telefoni, campanelli, avvisatori acustici, radio, tv. Così gli esseri umani fin da piccoli, persino prima della nascita, si abituano a percepire un ambiente sonoro estremamente caotico, dal quale occorre rifuggire pena l’assuefazione e l’indifferenza quale reazione corporea, che ciò nonostante non ferma i danni e il malessere che il disturbo può arrecare. Lo stress-uditivo può interferire sulla futura capacità di ascolto. Sviluppare una buona capacità di ascolto è importante: rende possibile comprendere il vero significato della comunicazione e di conseguenza favorisce la piena disponibilità a dare le risposte adeguate.
Ecco perché per prevenire la comparsa dello stress-uditivo è consigliabile ritagliare al neonato spazi privati in cui sospendere gli ascolti multipli. Un bimbo disobbediente spesso è solo un bimbo incapace di afferrare la richiesta dell’adulto, perché non vi presta la dovuta attenzione. Spesso accade che i piccoli, concentrati sulle loro attività, scartino le interferenze acustiche esterne. Quando i rumori sono troppi per difesa li annullano tutti, catalogando per errore come interferenza anche la voce dell’adulto La non risposta del bambino non è frutto di menefreghismo e disobbedienza, bensì estraneità ai troppi stimoli acustici e parziale inibizione della capacità di ascolto.
Per favorire lo sviluppo adeguato della capacità di ascolto, che può diventare consignificante di capacità di intesa nel rapporto genitori e figli, si possono sfruttare le istintive abilità uditive, incanalando l’ascolto verso fonti sonore che generino sensazioni positive. Per far ciò si può cominciare a partire dalla gravidanza. Le mamme in attesa devono selezionare un repertorio di musiche fra i vari generi musicali che in particolare danno loro un senso di piacere all’ascolto e un benessere psicologico. Le favorevoli sensazioni che la mamma avverte vengono trasmesse anche al nascituro, in quanto l’effetto psicofisico di benessere e di serenità comporta la scansione regolare dei ritmi corporei materni, che diventano indice di rassicurazione per il bimbo che li percepisce proprio dall’interno. Subito dopo la nascita si riscontra il primo risultato del lavoro, riproponendo le stesse musiche al bimbo lo si vede rilassarsi e rasserenarsi, assaporare il medesimo effetto benefico di quando era all’interno dell’utero.
L’ascolto musicale diventa un mezzo attivo di comunicazione tra madre e figlio. Nel liquido amniotico il feto oltre alla musica sente anche la voce della mamma che lo ospita, il battito cardiaco e il respiro. L’ascolto della ritmicità corporea, combinato con il canto della melodia prescelta diventano un prezioso bagaglio di informazioni che può essere mantenuto anche dopo la nascita, diventando un canale di comunicazione tanto semplice e a portata di mano quanto potente e unico. Nell’abbraccio il bambino appoggia il suo orecchio al petto materno che funge da cassa armonica e ascolta lo stesso suono della voce e ritmo cardiaco dei nove mesi di gravidanza. L’ascolto diventa il tramite della continuità del prima e dopo la nascita, ciò che crea uno stato di quiete e di sicurezza.. E ‘ risaputo che la complicità fra madre e figlio superi ogni forma di comunicazione esplicita, componendosi oltre che di espressione verbale anche di gesti e di sensazioni tanto profonde. Instaurare una buona intesa sfruttando la potenzialità musicale insita in ognuno di noi infonde davvero la capacità di sentire… non solo con le orecchie, ma sviluppa il cosiddetto “sesto-senso”. Lo sviluppo della capacità intuitiva – il sesto senso – è una marcia in più per le future relazioni interpersonali, che agevola l’opportunità di cogliere le situazioni più favorevoli.
Su questo principio anche i papà possono partecipare alla formazione del percorso di intesa con il bebè. Se entrambi i genitori si abituano durante l’attesa a parlare già al loro futuro bambino, appoggiando una mano sul ventre materno e rivolgendosi esplicitamente al nascituro, sarà più facile per quest’ultimo, una volta nato, distinguere le voci genitoriali, prestandovi attenzione e reagendovi positivamente. Predisporsi anzi tempo alla comunicazione significa favorire la disponibilità reciproca, spianare la strada al maggior ascolto e di conseguenza alla maggior obbedienza.
Suoni e vibrazioni aiutano a far scorrere il flusso delle emozioni e delle sensazioni, e quando durante le fasi di sviluppo compariranno ansie e paure, queste saranno più facilmente gestibili e contenibili attraverso questo metodo musicale. Sarà più facile esprimersi e capirsi nel profondo e sarà più facile per i genitori ricorrere a intonazioni della voce, suoni e musiche gradite dal figlio, fin dalla più tenera età, e per questo riconosciute come familiari e distensive.
Prestare attenzione ai ritmi e ai suoni delle cose, piuttosto che assuefarvisi diventandone indifferenti, sviluppa la capacità di carpire le informazioni nella loro essenza. E’ importante adottare un approccio musicale proprio nello svolgersi del quotidiano, avvertendo il suono anche delle cose più semplici.
Dal punto di vista sonoro e musicale il ritmo è rappresentato dalle percussioni, a riprova della musicalità che ogni individuo ha dentro di sé, si pensi a quante volte si può scorgere un bambino che percuote un oggetto, o una superficie, creando un ritmo. Talvolta questo gesto può destare fastidio e si tende a fermare il bambino che crea disturbo, ad esempio durante una conversazione o nell’ascolto della tv. Ma dietro a questo gesto si può scorgere lo sviluppo della manualità (percuotendo l’oggetto) contestuale a quello della capacità di esprimere, di scoprire e di comunicare. La musica può essere considerata la forma di linguaggio teso a stimolare lo sviluppo dell’individuo che può percepirsi libero e capito, sensibile e attento, ecco perché è indicato nascere e crescere nella musica . Fare uso attivo della musica significa ascoltarla ma anche riprodurla o meglio crearla in prima persona, suonando e cantando. Se i neo genitori posseggono l’abilità di suonare uno o più strumenti musicali è consigliabile che li suonino quotidianamente anche solo per pochi minuti, ma se mancano gli strumenti specifici il ritmo può generarsi anche improvvisando tamburi, percuotendo una scatola di biscotti, o battendo il cucchiaino della pappa sul coperchio del vasetto che la contiene e così via. Senza dimenticare che la voce è lo strumento più a portata di mano, con cui si possono cantare canzoni più briose o ninna nanne tanto preziose. L’unica raccomandazione è di non confondere il ritmo e la musicalità con un eccesso di fracasso.
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Suggerimenti per gettare le basi
per una ottima intesa tra genitori e figli
PRIMA DELLA NASCITA
-Selezionare canzoncine
-Cantare canzoncine
-parlargli attraverso il grembo materno
DOPO LA NASCITA
-In sala parto cantare una delle canzoncine fra quelle selezionate in precedenza
- più nenie e meno canzoni, prestare più attenzione alla melodia musicale e meno alle parole
- Ascoltare i ritmi e i suoni corporei e farsi ascoltare: il battito cardiaco, il respiro, la mano che batte il ritmo, i denti che masticano, le ossa che scricchiolano. Stimola un’approfondita conoscenza di se stessi, una maggior percezione delle sensazioni, migliora la possibilità di intesa e di espressione.
- Parlare in modo corretto, prestando attenzione all’intonazione, i bambini molto piccoli non ancora in grado di comprendere concettualmente il significato di ciò che gli viene detto, comprendono l'intonazione della voce di chie gli parla, e da quella intonazione avvertono se il messaggio che gli è rivolto è positivo o negativo.
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CON LA TASTIERA GIOCATTOLO
Si può suonare e far suonare ai bambini più volte una stessa nota o una sequenza di note. Esiste il metodo “Music of the Brain - I suoni della mente” secondo il quale ogni nota musicale può vibrare in risonanza con particolari parti del corpo. Ecco in dettaglio le proprietà specifiche di ogni nota
Il DO interferisce positivamente con gli stati depressivi, i problemi circolatori, i disturbi all’intestino e alla vescica, l’anemia e la mancanza di ferro, i gonfiori alle caviglie, i piedi freddi, i giunti rigidi
il RE è indicato negli stati di apatia e per il trattamento delle tossine; è efficace contro l’asma, il soprappeso, la bronchite, i calcoli alla cistifellea
il MI viene consigliato in presenza di cattiva digestione, stitichezza e gonfiore, mal di testa, tosse, problemi al fegato e al tratto gastrointestinale
il FA è terapeutico nei confronti di traumi e shock, stati di spossatezza o agitazione, allergie, raffreddamenti, coliche, gonfiori, pressione alta, dolori alla schiena, secchezza della pelle
il SOL è efficace in caso di difficoltà nella concentrazione, nausea, disturbi mestruali, infiammazione alla gola, febbre, problemi agli occhi, nevralgia, prurito, crampi muscolari
il LA è riequilibrante negli stati di agitazione ed è attivo contro tutti i disturbi nervosi e dell’equilibrio, difficoltà respiratorie, emorragie
il SI è proficuo in presenza di un sistema immunitario debole, crampi, disturbi ghiandolari e nervosi, infiammazioni, mal di testa
Il metodo Music of the Brain si basa sulle frequenze cerebrali, traduce le onde in note riproducendo per ogni individuo due personali brani musicali con differente effetto terapeutico, il primo rilassante e l’altro attivante.
Fonti: L. Kayumov , K. Soare, O. Serbine, Z. Simkhovich, Y. Goldstein (laboratorio di ricerca sul sonno, reparto di Psichiatria, Università di Toronto, Canada), B. Kotlyar (Università di Buffalo, U.S.A.), D. Gavrilov, Y. Levin, CM. Shapiro (Centro disturbi del sonno, Accademia di Medicina I.M. Sechenov di Mosca, Russia)