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GIOCARE IN LIBERTA’

DI ORNELLA GADONI PER  LA RIVISTA INSIEMECopyright © 2003 - 07 [By Ornella GADONI]. Tutti i diritti riservati.

 

Il gioco è spontaneo per eccellenza. Nel bambino il gioco è istintivo, innato, ad esempio i primi scambi relazionali con la mamma sono proprio impostati come un gioco, così come i primi approcci con gli oggetti che lo circondano. Per maggior precisione si può dire che il gioco sia in parte appreso dalla relazione con l’ambiente e in parte sia spontaneo e naturale, tanto da sospettarne l’innata realtà biologica.

Nella  più tenera età tutto nasce in gioco e per gioco. Per questo è importante lasciare i bambini liberi di giocare. Per quanto possa suonare come una banalità ciò non lo è affatto, spesso gli adulti condizionano le modalità ludiche a scapito della libertà e della spontaneità del gioco stesso. Le motivazioni delle interferenze sulla libertà di gioco sono infinite: ad esempio per  ridurre il rumore, per non far sporcare i piccoli, perchè essi non  sporchino la casa, o ancora perché si vuole insegnare loro come fare le cose, anche se per gioco.

E’importante invece dare spazio al gioco libero, quello senza regole, quello in cui ì bimbi decidono come muoversi, cosa e come inscenare  la situazione che vogliono giocare e i ritmi che vogliono seguire

Prima dell’anno l’attività ludica essenzialmente è sperimentazione e studio accurato  di ogni movimento corporeo in relazione a se stessi, agli altri e ad ogni genere di oggetto. E’ anche scoperta e ricerca delle proprietà degli oggetti e di tutto ciò che si incontra nell’ambiente circostante.

Nei primissimi mesi i pargoletti giocano con le loro mani, le muovono e le osservano,  si toccano il viso e i piedini,  accarezzano il lenzuolo della culla, i sonaglini, i peluches e quant’altro sia alla loro portata, dato che i loro movimenti sono ancora un po’ limitati. Per quanto si tratti delle prime esperienze di certo non viene meno la meticolosità e l’insistenza con cui esse vengono ripetute, per essere capite e apprese

Appena assumono la posizioni seduta i bambini sono capaci di stare ore davanti allo specchio compiendo sempre lo stesso movimento come ad esempio sollevare il braccio destro, per prendere dimestichezza nel movimento e capirne tutti i risvolti possibili. A questo gesto base le varianti che seguono sono molteplici, ed aumentano in proporzione con la crescita, come ad esempio abbinare il sollevamento della gamba prima quella destra, poi quella sinistra, o ancora afferrare un oggetto con la mano del braccio che si solleva e così via.

Lo stesso succede quando i bimbi sono seduti sul seggiolone e fanno cadere un oggetto per tante volte quante si ha la pazienza di raccoglierlo: si tratta di una ricerca per capire il meccanismo di causa-effetto.

 

Costanza, instancabilità, entusiasmo, e stupore contraddistinguono la volontà del giovane sperimentatore smanioso di conoscere e apprendere la realtà che lo circonda. Si può dire che l’attività ludica in questo periodo assolva la funzione conoscitiva

 

Più il tempo passa e più il bimbo cresce ed acquisisce nuove abilità, gradatamente  il modo di giocare si  arricchisce assumendo ulteriori valenze. Ora il bimbo inscena le situazioni che vive o che vede, cerca di imitare la realtà e di interpretare i differenti ruoli delle persone che incontra nel quotidiano 

In pratica dopo l’anno quando si gioca si entra in palcoscenico. E’ molto frequente vedere bambini di quest’età preparare una finta pappa; prendere un mazzo di chiavi in mano e dirigersi alla porta salutando, come fanno mamma e papà per uscire di casa; aprire un libro e per modo di dire leggere, cioè sfogliare le pagine raccontandone il contenuto mediante versi e lallazioni; simulare una conversazione telefonica portando qualsiasi oggetto all’orecchio, come se fosse l’apparecchio telefonico.

Il divertimento del gioco consiste nell’imitazione di tutto ciò che si vede e si conosce.

Le scene della realtà quotidiana vengono simulate ed in questo modo vengono capite e apprese. Così facendo il bambino diventa attore protagonista capace di mettere in pratica azioni mirate a svolgere una specifica mansione, come ad esempio mettere della sabbia in un secchiello, girarla con la paletta e fingere di assaggiarla come se fosse un pranzetto succolento. In sostanza non si affida più completamente alla volontà degli adulti, ma pensa, crea situazioni e si attiva e si ingegna per procurarsi gli strumenti necessari a creare la realtà che vuole inscenare. Questo modo di giocare è quello che viene denominato il gioco del far finta, o gioco simbolico.

Il grande vantaggio che questa modalità di gioco comporta è che la situazione fittizia che il bambino crea nel gioco favorisce l’emancipazione del bambino dal vincolo delle costrizioni che sono avvertite nelle situazioni reali. Il bambino giocando si diverte, appaga i suoi desideri,  e scarica l’energia in eccesso, nel contempo osserva le regole di comportamento acquisite nella realtà e vi si attiene strettamente per simulare al meglio la situazione reale.

Se le interferenze dell’adulto sono ridotte al minimo e il bambino viene lasciato libero di agire, vi sono buoni presupposti che in forma naturale e spontanea il piccolo individuo cresca seguendo una linea educativa che aderisce perfettamente alle sue innate predisposizioni, in quanto acquisisce le regole comportamentali e sociali  vivendole  e non accettandole remissivamente. In questo modo nasce una miscellanea tra ciò che si ha geneticamente ereditato, in un certo qual modo tra ciò che si conosce in forma innata e ciò che si apprende dall’ambiente in cui si vive. In sostanza l’emancipazione individuale si modella perfettamente con quanto ci viene dato in dotazione già alla nascita, con la conseguenza che i comportamenti consoni ad un piano di condivisione sociale risultano meno pesanti e costrittivi anzi spontanei e fluidi.

 

A 3 anni, QUANDO C’E’ L’IMMAGINAZIONE

Osservare il gioco libero e spontaneo può aiutare i genitori ad avvicinarsi al mondo interiore dei propri figli. I bambini “mettono in scena” le loro piccole frustrazioni; ad esempio possono inscenare il momento in cui la mamma li ha sgridati perché non volevano andare a dormire oppure perché non volevano rientrare a casa dai giardinetti, o ancora quando il dottore  ha fatto loro una puntura, spaventandoli e creandogli disagio. In questo modo vengono rivissuti e capiti i sentimenti riferiti a quell’evento.
”Perché ciò avvenga è necessario che si sia già sviluppata nel bambino l’immaginazione” precisa Anna Oliverio Ferraris, Psicologa dell’Età Evolutiva….., Questa modalità di gioco prende il nome di gioco drammatico proprio perché ripetendo la situazione il bimbo effettua un cambio di ruolo: impersona in genere l’adulto che gli ha provocato la frustrazione e così facendo prova  un senso di piacere, e nel contempo acquisisce sicurezza personale.

Può capitare di vedere un bimbo o una bimba picchiare un peluche o una bambola,  questo rivela un momentaneo disturbo psicologico, che probabilmente si sana senza bisogno di cure esterne, per il solo fatto di essere messo in gioco.  In pratica ci si libera della causa della frustrazione mentre la si esprime nel gioco.

Anna Oliverio Ferrarsi ci mette in guardia nel trarre affrettate conclusioni sul vissuto familiare del piccolo individuo, anche quando nell’attività ludica compaiano segni di aggressività e di violenza. A volte i bambini sono aggressivi anche senza essere mal trattati. Ad esempio può succedere che un bimbo abbia un  ritardo del linguaggio e di riflesso morda per esprimersi con la bocca, dal momento che non ci riesce verbalmente. Questo comportamento, che può apparire aggressivo, in realtà è una reazione all’incapacità temporanea di comunicare con le parole.

Va sottolineato che il gioco libero favorisce le scoperte seguendo le  tempistiche  personali. Inoltre responsabilizza, infatti il bambino vi si applica e si impegna di più di quando gioca con un adulto, dove invece cede un po’ il passo.

 

LIBERI DI SPORCARSI  - GLI ELEMENTI DELLA NATURA

Gli elementi naturali come l’acqua, la sabbia e gli alberi, specifica Anna Oliverio Ferraris, inducono spontaneamente al gioco. L’essenziale è che i bambini siano lasciati liberi di sporcarsi. Per raggiungere la piena  libertà di espressione e di sperimentazione all’aria aperta non ci si deve sentire vincolati dai vestiti.

I mesi estivi che stiamo vivendo si prestano per rendere i genitori più permissivi, non è un grosso problema se il bimbo si bagna giocando con l’acqua o si impolvera toccando la terra! Non fa freddo, al sole tutto asciuga con facilità sia gli abiti che i  bimbi.   

L’acqua e la sabbia o la terra, sono elementi  spesso  a disposizione, si prestano per essere manipolati, mischiati fra loro, spalmati, amalgamati, versati. Tutte modalità che fanno divertire e nel contempo offrono l’opportunità di affinare la capacità di movimento e la capacità di percepire le sensazioni tattili.  

Con l’acqua e la sabbia si possono fare le formine che rappresentano gli animali, si possono costruire castelli, strade, automobili e tante altre cose. In questo modo la  fantasia e la creatività trovano spazio e stimolo, sollecitando la curiosità e la voglia di crescere.

 

 

 

 

 

BOX

COME POSSIAMO LASCIARLI LIBERI?

PRIMA DELL’ANNO

COME

VANTAGGIO

DA SOPPORTARE

Lasciamo il bimbo  libero di esplorare  gattonando, strisciando o spostandosi da un appoggio all’altro. bimbo si muove per la casa, toccando tutto ciò che incontra

 

-Apprende nuove informazioni.

-Compie un esercizio di coordinamento della funzione mano-occhio.

-Impara a spostarsi

-Di dover modificare temporaneamente la casa per eliminare i pericoli (flaconi dei detersivi, oggetti fragili o taglienti..)

- Il disordine, molte cose vengono nascoste o spostate dal bambino

Non soccorrerlo subito se cade, diamogli il tempo di fare da solo

- Si spaventa di meno e impara a cavarsela

-I tempi di attesa

Lasciamolo giocare con  le pentole ed i coperchi, affinché possa preparare una finta pappa, o… fare musica

-Apprende nuove informazioni

-Impara a simulare la realtà

-Impara i suoni

 

-Di dover lavare nuovamente le stoviglie anche se già riposte nell’armadio

-Il baccano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOPO L’ANNO

COME

VANTAGGI

DA SOPPORTARE

Usando i pennarelli(solo quelli atossici, lavabili con acqua), creare degli spazi ampi per colorare. Attaccare più fogli fra loro e appoggiarsi per terra o alla parete. Non intervenire se capita che si passi la punta del pennarello sul corpo

-Affina i movimenti della mano

-Coordina la funzione occhio-mano

-Impara l’uso dei colori

-Distingue i colori

-Esprime parti del vissuto interiore in forma spontanea attraverso gli scarabocchi, liberando eventuali frustrazioni

-Di lavare il colore che sborda dal foglio

Non sentiamoci sempre in dovere di fornirgli gli strumenti più adeguati per favorire la realizzazione della situazione di gioco che vuole creare. Lasciamolo libero di agire con i suoi ritmi e con i suoi tempi

-Aguzza l’ingegno e trasforma degli oggetti in altri, con fantasia e creatività

-Qualche trasformazione ahimè a volte permanente sugli oggetti della casa.

 

INTRONO AI 3 ANNI  è un grande salto

COME

VANTAGGIO

DA SOPPORTARE

Libero di usare i cuscini del divano, o di disfare il letto per fare capriole,  tuffi e salti

-Aiuta il bambino ad acquisire lo schema corporeo

-Il bambino mette alla prova le sue abilità, per poi confrontarsi con i coetanei

-Il disordine

 

All’aria aperta….

Cercare un rialzo come delle panchine o dei muretti piuttosto bassi, per istinto i bambini vi saliranno sopra per spiccare dei salti. Si può aumentare il divertimento suggerendo dei tempi d’attesa prima del salto, caricando il corpo e la mente, restando sul rialzo con le braccia alzate e con la voce incalzante dire delle frasi-filastrocche come ad esempio  “dai, dai, dai…op”, e il salto a seguire.

In più si possono disegnare dei cerchi davanti al rialzo che devono essere centrati dal saltatore

-Aiuta il bambino ad acquisire lo schema corporeo

-Il bambino mette alla prova le sue abilità, si  confronta con i coetanei

-Si impara a concentrare le proprie forse ed energie fisiche

-Si studia la forza di gravità in relazione al proprio corpo

-Si consiglia di fare un po’ di attenzione affinché l’entusiasmo non degeneri a discapito di eventuali ruzzoloni.

 

 

IL GIOCO DELLA SABBIA

 

Dora Maria Kalf una studiosa di inizio secolo scorso, dedita ai bambini, contemporanea ai primi psicanalisti, ha messo a punto una tecnica proprio utilizzando la sabbia.

Con la sua tecnica analizza i bambini per aiutarli al consolidamento della personalità e alla completa rivelazione del loro Sé, che diventa garante del consolidamento della personalità. Secondo questa teoria il Sé del bambino comincia a definirsi intorno al compimento del primo anno di vita, mentre prima è riscontrabile solo nel rapporto madre-bambino. Il gioco della sabbia ha lo scopo iniziale di fornire un’area protetta, a simboleggiare la prima fase vissuta dal neonato nella formazione del Sé, cioè l’intima unione madre-bambino. Occorre una sabbiera con misure ben precise (cm 57 x 72 x 7) corrispondenti al campo di percezione visiva. Il gioco ha come strumenti oltre la sabbiera una miriade di piccole figure rappresentanti uomini, alberi, cespugli e animali, carrozze, navi, negozi,ecc. La sabbiera rappresenta uno spazio libero e al tempo stesso protetto tanto da stimolare nel bambino  il desiderio di giocare, con il risvolto terapeutico.